il soldatino di piombo…. la fiaba

mmmmm…………….che giornata strana….. mi sento un pò scombussolata…… sarà per la cistite che mi è venuta  a far visita ( quanto la odio…. ti fà sentire uno schifo!!!!)…. un pò la giornata di nuvole e pioggia…….. mi ci vorrebbero coccole e biscotti quelli fatti in casa…. ma chi me li prepara???????  E’ una vita che sto cercando nei negozi i biscotti a forma di animaletti, ma con risultati pari a zero…. spero domani di riuscire a trovarti in un grande ipermercato……Oggi ho fatto la torta di mele per mio nonno che è stato operato…. ma ho vista che nn l’ha gradita molto….. vabbè pazienza che ci devo fare……..io l’impegno l’ho messo…. ma soddisfazioni poche…..
Vorrei un pomeriggio rilassante…. tranquillo senza scocciature……chiedo troppo?????
le fiabe….. i racconti…. lo storie…. che meraviglia…. e che magia…….. e nn dite che siamo grandi…. che in ogniuno di noi si nasconde un bimbo…..

Il soldatino di piombo
Favole e Fiabe
Andersen

Mamma,
guarda come sono belli! – Esclamò il bambino saltellando dalla gioia.
Il coperchio della scatola di legno, aperto con impazienza, fece ammirare una
ventina di soldatini di piombo allineati come in una parata.
Le uniformi rosso fiammante davano ai piccoli militari un fiero portamento:
giacche scarlatte, pantaloni blu scuro, copricapi neri con piume rosse e
bianche.
Ognuno portava con fierezza il suo fucile.
Il bambino li prese uno ad uno e li mise sul tavolo, guardandoli meravigliato.
L’ultimo gli sembrò molto curioso: rimaneva perfetta-mente diritto, magnifico
come il resto della truppa… ma aveva una gamba sola!
Malgrado questo difetto, o forse proprio per questo, aveva uno sguardo più
fiero, più audace degli altri.

Subito, il
ragazzino lo prese in simpatia e divenne il suo soldatino preferito.
Sulla tavola si trovava anche un castello di carta… Con il tetto d’ardesia,
le mura di pietra con i riflessi dorati, la scala con le ringhiere in ferro,
questo castello assomigliava ad un maniero feudale.
Era in mezzo ad un parco verdeggiante ricco di alberi e piante multicolori.
Due cigni bianchissimi navigavano maestosamente in un lago di carta argentata.
Ma la cosa più interessante era una graziosa ragazza che stava sulla porta
d’entrata: i biondi capelli raccolti in trecce, gli occhi limpidi come l’acqua
del lago, il sorriso dolce e attraente, la rendevano la più bella delle
ballerine.
Un vestito etereo, stretto in vita, la faceva sembrare ancora più delicata e
fragile.
Con le braccia alzate sopra la testa, rimaneva in perfetto equilibrio sulla
punta di un piede.
L’altra gamba, tesa in aria, era in parte nascosta dall’ampia gonna.
Dopo essere uscito dalla scatola, il soldato, attratto dalla bellezza della
ballerina, non smise di guardarla nemmeno un attimo.
Egli credeva che avesse una sola gamba come lui e questa supposta infermità
rinforzava il suo amore appena nato.
Cercò allora di conoscerla e decise di andarle a far visita appena fosse venuta
sera.
Per far ciò, era indispensabile che il bambino si dimenticasse di allinearlo
nella scatola.
Il soldatino si lasciò scivolare dietro ad un cofanetto e li rimase sdraiato ed
immobile.
Come previsto, il bambino rimise i suoi soldati nella scatola dimenticandosi
del nostro eroe!
Venuta la sera, il silenzio invase la casa.
Tutti i suoi abitanti dormivano tranquillamente… ad eccezione dei giocattoli.

Nella
penombra, incominciò una folle scorribanda: i palloni giocarono ai quattro
cantoni, gli animali di peluche fecero alcune piroette e i soldatini di piombo
sfilarono al suono del tamburo di un clown variopinto.
In mezzo a tutta questa agitazione, rimanevano tranquille solo la ballerina di
carta, che rimaneva nella sua posa acrobatica, e il soldatino di piombo che,
nascosto dal cofanetto, continuava a fissarla.
Malgrado la sua aria marziale e la sua prestanza, era timido e ritardava di
minuto in minuto il momento dell’approccio.
Questi momenti di esitazione gli furono fatali!

Tutto preso
dalla contemplazione della ballerina, il soldato di piombo non si accorse di un
losco figuro, uno gnomo nero e gobbo come un diavoletto.
Innamorato follemente della ragazza, vedeva nel soldatino un rivale pericoloso,
giovane e bello.
Cieco d’invidia, lo chiamò più volte, ma il giovane militare non lo ascoltò
neppure.
Allora lo gnomo lo fulminò con gli occhi e lo minacciò:
– Tu mi ignori! Ma ti accorgerai di me ben presto…

Il mattino
seguente il bambino si accorse che il soldatino di piombo era rimasto
nascosto dietro al cofanetto; lo prese e lo posò sul davanzale della finestra.
Immediatamente, un malaugurato soffio di vento, o forse il soffio vendicatore
del rivale, lo fece cadere nel vuoto.
Girando su sé stesso, la testa in basso e i piedi in alto, cadde
vertiginosamente.
Non potendo chiudere gli occhi, vide avvicinarsi spaventosamente il terreno.
Quando toccò il suolo, la sua baionetta, con la violenza del colpo, si infisse
nell’asfalto e così restò, capovolto.
Il bambino si precipitò in strada per cercarlo, ma le carrozze e i passanti lo
nascosero ai suoi occhi.
Disperato, ritornò a casa, piangendo la perdita del suo soldatino preferito.
Improvvisamente cominciò a cadere una violenta pioggia estiva.
In un attimo si formarono rivoli di acqua che inondarono gli scarichi che
portano alle fogne.
Due sfaccendati videro il soldatino di piombo ed ebbero la curiosa idea di
metterlo in una barchetta di carta che stavano costruendo.
Poi deposero l’imbarcazione sull’acqua.

Sballottato,
il fragile scafo fu rapidamente preso dalla corrente turbolenta e scomparve in
un gorgo buio.
Il soldatino, convinto che il responsabile delle sue disavventure fosse lo
gnomo, pensò che fosse giunta la sua ultima ora.
Passò momenti interminabili nell’oscurità, bagnato dagli spruzzi dell’acqua
agitata.
Nessun dubbio! navigava nelle fogne…
Infine vide la luce del sole in lontananza.
La luce si fece sempre più forte e divenne un grande orifizio aperto sulla
campagna e la liberta.
– Uff! Sono sano e salvo… Sono scampato all’inferno. – Pensò il soldatino
sospirando con sollievo.
Invece i suoi dispiaceri non erano finiti: un’enorme topo di fogna dall’aria
feroce, bloccava l’uscita.
I suoi occhi acuti avevano notato il naufrago che stava cercando una via
d’uscita.
La corrente era cosi forte che il topo, malgrado le sue cattive intenzioni, non
poté prenderlo e con rabbia in cuore lo vide allontanarsi…
Dopo l’ultimo scampato pericolo, la barchetta di carta continuò il suo viaggio
attraverso i prati e i campi.
Il corso d’acqua s’allargò diventando un ruscello.
In piedi sull’imbarcazione, il soldatino di piombo osservava i fiori che
ornavano le rive tranquille.
Dopo questa momentanea calma, i flutti ridivennero violenti, il ruscello si
trasformò in una cascata che si riversava in un lago.
Presa da queste correnti, la barca non riuscì a resistere e si capovolse.
Il soldatino di piombo colò a picco.
Addio graziosa ballerina!
Un enorme pesce che girovagava lo prese per una preda di cui era molto goloso,
in un solo boccone lo afferrò e lo inghiotti tutto intero.
Per il soldatino di piombo ci fu di nuovo l’oscurità…
Poco dopo, il pesce venne catturato dalla rete di un pescatore del mercato.
Il caso volle che il pesce fosse proprio comprato dalla cuoca al servizio dei
genitori del bambino.
Aprendo il ventre dell’animale per pulirlo, fu meravigliata di trovarci il
soldatino perduto.
Lo mise sul tavolo, vicino al castello di cartone.

La ballerina
gli mandò un sorriso così dolce da cui capì che anche lei lo amava.
Che felicità dopo tante peripezie!
Ma lo gnomo non aveva ancora rinunciato alla sua vendetta.
Malgrado i suoi sortilegi, infatti, i due giovani si amavano.
Per farla finita suggerì al bambino di sbarazzarsi del soldatino con una sola
gamba che rovinava la sua collezione.
L’ingrato, dimenticandosi del suo preferito, lo gettò nel caminetto.
Il soldatino si sciolse rapidamente per il calore, ma la testa, ancora intatta,
continuava con gli occhi tristi bagnati di lacrime di piombo, a fissare la
ballerina. All’improvviso s’aprì violentemente la porta, una corrente d’aria
invase la stanza scaraventando il castello di carta sulle braci ardenti.
Nello stesso istante prese fuoco e bruciò.
Il giorno seguente, facendo le pulizie di casa, qualcuno mescolò le ceneri,
ignorando, contrariamente alle intenzioni del diavoletto, di unire per
l’eternità il soldatino di piombo e la ballerina di carta.
A meno che il vento non disperda il piccolo mucchio di polvere grigia!

Il soldatino
di piombo – Andersen
la fiaba per ogni bambino

 baciCuore rosso

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