propoli al malatino….

Perfortuna esistono le donne…… già già….
per il tutto e per il niente…. esistono… grazie a noi donne… è nata, nasce  e nascerà la vita……
Stamattina dulcis in fundo sono andata in farmacia…. il mio boy si è ammalato… un pò di raffreddore penso, intuisco, credo. Non sono un dottore, ma dai sintomi credo proprio di si.
La mia farmacista di fiducia, nel parlare di cosa potevo somministrare al mio malatino…. mi ha detto che:
GLI UOMINI CREDONO UN PO’ TROPPO ALLA MAGIA DELLA GUARIGIONE, infatti se non prendi nulla, il piccolo malanno diventa enorme e poi sono cavoli da curare. Mi ha detto che tutti gli uomini sono così….. andiamo bene allora…..
comunque… questo post per presentare cos’è il propoli, sostanza molto di moda durante i primi freddi e per tutto l’inverno.

Propoli

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Propoli

Il pròpoli è una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante.
Si tratta quindi di una sostanza di origine prettamente vegetale anche
se le api, dopo il raccolto, la elaborano con l’aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dalle api stesse. Il colore può variare moltissimo nelle tonalità del giallo, del rosso, del marrone e del nero. L’odore è fortemente aromatico.

Indice

[nascondi]

Etimologia [modifica]

Il nome propoli, che può essere utilizzato sia al maschile (il propoli) che al femminile (la propoli), deriva dal greco πρόπολη: pro (προ, davanti) e polis (πόλις, città), ovvero “davanti alla città”. La parola, in senso figurato, assume il significato di difensore della città. Il termine è stato usato da Plinio il vecchio nella sua Naturalis historia e da Aristotele. Le api, infatti, lo utilizzano per difendere la loro città (l’alveare) dai pericoli che possono minacciarla: le malattie, i predatori. Vedi paragrafo Utilizzo da parte dell’ape.

Proprietà [modifica]

Il propoli ha proprietà

La proprietà di maggiore rilievo consiste nell’avere tutte le
proprietà sopra indicate concentrate insieme in un unico prodotto di
origine naturale.

Origine [modifica]

Propoli in un albero

Esistono diverse teorie sull’origine del propoli. La più accreditata attualmente è quella formulata da Rosch che ha osservato le api raccogliere le resine dagli alberi con le mandibole per poi elaborarle con le zampe anteriori, mediane e posteriori fino a condurle nella borsa pollinica
di quest’ultimo paio di zampe. Per evitare di imbrattarsi, l’ape
produce enzimi specifici e rigurgita polline, impastando il tutto in
pallottole più piccole rispetto a quelle di solo polline. Sia la
raccolta che le operazioni per liberarsi del carico, eseguite con
l’aiuto di altre api una volta che la bottinatrice rientra nell’alveare,
richiedono diverse ore di lavoro. Tra i generi vegetali più produttivi
da questo punto di vista, relativamente alle nostre latitudini, vengono
annoverati Populus spp, Salix spp, Betula spp, Alnus spp, Pinus spp, Abies spp, Prunus spp. [14] La teoria che ipotizza un’origine del propoli interna all’alveare è meno accreditata in quanto non è stata ancora dimostrata.

Composizione [modifica]

È impossibile definire una composizione esatta ed universalmente
valida del propoli in quanto estremamente variabile a seconda della
vegetazione di origine, della stagione e di molti altri fattori. Nel
corso di numerosi studi su propoli di varia origine sono stati
identificati più di 150 diversi composti biochimici ed altri ne vengono
scoperti ancora oggi.

Per semplificare possiamo suddividere i principali componenti in cinque grandi gruppi:

Entrando in dettaglio tra le componenti di maggiore interesse possiamo citare:

I flavonoidi [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Flavonoidi.

Particolare menzione merita il gruppo dei flavonoidi che sono
contenuti in grande quantità nel propoli (fino al 20% del peso). L’ape
modifica la struttura dei flavonoidi, originariamente presenti nelle
piante, togliendo gli zuccheri
contenuti nel composto organico grazie agli enzimi prodotti dalle loro
ghiandole salivari. I flavonoidi hanno proprietà inibitrici degli enzimi
che normalmente rimuovono il rivestimento proteico dei virus. Allo
stesso modo riescono a bloccare il processo di reazione allergica
impedendo la fuoriuscita di sostanze (istamina e serotonina) dalle cellule, fenomeno che accade in presenza di allergeni. I flavonoidi bloccano la produzione di prostaglandine all’origine del processo di invecchiamento.

Utilizzo da parte dell’ape [modifica]

Le api utilizzano il propoli per rivestire le pareti interne delle
celle utilizzate per la deposizione delle uova e l’allevamento delle
larve. Viene utilizzato anche per chiudere le piccole fessure che non
consentono il passaggio delle api (spazio d’ape)
e per rivestire, mummificandoli, i cadaveri di animali morti
all’interno dell’alveare (api e predatori) che le api non riescono ad
espellere, per costruire barriere di difesa, per ridurre il foro di
volo. In sintesi il propoli viene utilizzato insieme alla cera come materiale da costruzione, come isolante
e come rivestimento protettivo per tutte le superfici interne
dell’alveare. Dal punto di vista sanitario il propoli svolge le funzioni
di antibiotico e antivirale.

Utilizzo da parte dell’uomo [modifica]

È molto probabile che, presso gli Egizi, il propoli fosse una delle
sostanze usate per la mummificazione (la "resina" che viene citata nelle
fonti storiche). Più tardi è stato utilizzato come vernice per
strumenti musicali dai maestri liutai, il più famoso dei quali è Antonio Stradivari. Il propoli viene utilizzato in apiterapia, disciplina ancora relegata ad un ruolo di secondo piano all’interno delle medicine alternative,
anche se negli ultimi anni si sono incrementati notevolmente gli studi
scientifici da parte della medicina ufficiale. Viene utilizzato anche
nella produzione di caramelle e in soluzione alcolica contro il mal di
gola e le infezioni orali. In virtù delle innumerevoli attività
benefiche, prodotti a base di propoli sono ammessi anche in agricoltura
per la difesa delle colture. In particolare, si sfruttano le seguenti
azioni:

  • Antisettico: contenimento di batteri e funghi (antibiotico
    naturale), accentuazione delle auto-difese delle piante, riduzione della
    formazione delle gommosi fisiologiche delle drupacee
  • Protettivo: formazione di una pellicola cerosa idrorepellente di
    difesa sulla superficie dei frutti che ostacola lo sviluppo dei patogeni
  • Cicatrizzante: rapido asciugamento e cicatrizzazione delle ferite
    provocate da tagli di potatura, eventi climatici, (grandine, vento,
    ecc.), punture di insetti.
  • Attrattivo per le api: la caratteristica profumazione attrae gli
    insetti impollinanti favorendo una naturale fecondazione del fiore (la
    presenza di boro favorisce l’allungamento del budello pollinico).

Raccolta e produzione [modifica]

La propoli[17] si può produrre in due maniere radicalmente differenti. La raccolta naturale
consiste nel rimuovere con un apposito raschietto tutta la propoli che
le api hanno depositato in giro per l’alveare. L’operazione, detta raschiatura,
permette di ottenere quantitativi moderati di scarsa qualità, poiché
vengono inglobati anche pezzetti di legno, resti di api morte, cera e
altre impurità. Tale metodo è quindi inadeguato per obiettivi
commerciali e può essere adottato al massimo per il consumo familiare.
La raccolta artificiale invece viene praticata con vari metodi e
strumenti sperimentati dagli apicoltori nel tempo che permettono di
ottenere propoli in quantità e qualità adeguata agli usi commerciali.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...